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Fragole e formiche

January 04

2007

La mia costante assenza segna oggi la mia presenza: mi sono data appuntamento qui, segnandolo sull'agenda....e sono in ritardo. Oggi è un giorno del 2008 in cui vivo nel 2007 infilando i suoi vestiti già vecchi. Ho paura che se non li scrivo i miei ricordi si fottano tutti in un sogno istintivo che arriva un giorno e se li porta via.
Il mio 007 mi fissa dietro, mi giro per guardarlo dalla testa ai piedi: gennaio indossa un cappello un pò triste, pieno di speranza che se gli dai una pacca si rinvigorisce sbattendo via la polvere acquosa. Indossa un cappello ed esci di casa, questo è quello che mi racconto quando mi trovo in difficoltà e quello che è venuto in seguito non è stato un febbraio difficile. Ha cambiato faccia, espressione e numero degli anni sulla carta d'identità. E' un fisico da amicizie febbraio, spontaneo e attraente, di quelli che dalla vita vogliono tutto, vogliono due bustine di zucchero quando te ne servono una e si lamentano di uno zerbino sgualcito; i febbraio bevono te nella loro tazza speciale e al 10 di ogni anno fanno festa. Al 10 sono nata io, coi miei 22, i miei stupendi 22...ho 22 anni e una frangetta troppo corta, mi piace bere e indossare tacchi alti e a 22 anni a febbraio iniziai uno stage.
Tutto il mio 2007 è la conseguenza del perchè ora ne parlo come se solo un anno fa fossi meno matura e ingenua, ma la scrittura a posteriori rende tutti più saggi o convinti dell'esserlo. Il fatto è che ogni 31 dicembre ci si accorge di esser cambiati davvero: come quando sei piccolo e da un giorno all'altro riesci a raggiungere una scatola di biscotti per cui fino a ieri a conquistarla ti ci voleva una sedia e dici: "Tò, stanotte la fatina è passata e mi ha aggiunto qualche centimetro in più"; così fiera giri per la casa col braccio al soffitto, teso, per vedere tutto quello che sfiori, però ti accorgi di tutte le cose che ancora non puoi toccare....devi crescere!
Il lavoro mi ha fatto crescere, mi ha arricchito aprendo dentro di me tanti nuovi capitoli e adesso, tra le mie vertebre, ci sono le pagine di un manuale da consultazione.
Al capitolo marzo ci sono tutti i fluidi delle mie decisioni, ci sono le mie complicazioni e la pelle delle mie passioni e a toccarla sentiresti il profumo con le mani e sentiresti la sua musica con gli occhi, fino a scoprire che se dividi i fluidi per un pò e poi li misceli ancora, i fluidi giusti si fondono completamente. Forse si fondono un giorno a marzo in cui devi fare delle foto, ma tutto ciò che devi fotografare non è tutto ciò che vuoi e che vorresti fotografare per sempre; tutto ciò che vuoi è al tramonto con te, non è li per te ma tutto ciò che vuoi ti guarda e ti vuole scoprire, ancora una volta, e tu lo senti in tutti i pori. Lo senti tra le tue vertebre che quando vi siete dati appuntamento vibravano in vista di un eruzione vulcanica. E così capita che un giorno di marzo, due fluidi si rincontrano per mescolarsi.
Guardo ancora quell'individuo che mi fissa e io gli do un'altro sguardo di fiducia. Vuole delle risposte da me ma io gli ripeto che non lo so cosa mi è preso quell'aprile. Non conosco bene aprile, aprile sconnesso bevitore, aprile che salta di gioia o che si nasconde sotto i passi segreti delle mie follie.
Inclino la testa per guardare più vicina a maggio, in ogni suo giorno caldo e speciale, lo guardo dopo la sua metà per strappargli ancora più fibre. le fibre di maggio sono felici. Io a maggio sono felice. Io in viaggio sono felice. Io a Budapest sono felice. Io ti vedo dolce e ti amo. Tu rubi le mie molecole per infilarci dentro la tua sete di me e mi prendi ogni liquido di amore in un'incantesimo che da quei giorni mi costringe a non poter fare a meno di te.
Le pareti del Lago mi affittano qualche pagina di vita, restano mie e accolgono le persone a cui voglio più bene, accettando qualche mia croce scura e inaffidabile. Giugno su un aereo, sopra un parlco enorme come il mondo, giugno in inglese e italiano, giugno per la mia tesi, per le fotografie e per i progetti della partenza di tutto cià che vuoi.
Il mio entusiasmo urla e il mio corpo è più veloce di me. Desidero solo posizioni orizzontali e granelli di sale sulla lingua, ma resisto coi palmi sopra un tavolo. Luglio agosto e poi poi poi...e poi al sole della puglia per affondare le mani nella sabbia e riportarla su tra le unghie e nel fondo della borsa, delle tasche, dei miei occhi....un bel giorno di agosto tutto cià che vuoi torna per farti una sorpresa e tu ti accorgi dell'irrefrenabile voglia che avete sempre di consumarvi a vicenda.
Non te lo senti ma ti sei laureata a settembre, dottore in design della comunicazione, dottori ad una splendida festa con le tue compagne di vita disperate e la tua magrezza che dirà al domani che l'andrà a trovare....ma non stanotte.
Settembre 2007, capodanno di una nuova vita, capodanno di bivii e scelte, capodanno di accelerazione e frenate brusche. Ottobre di linfa vitale, progetti, sconfitte e riconquiste. Per un anno così ci vuole di più, di più di un percorso scritto, un anno così si deve vivere, si deve lavorare. Io a un novembre così stringo la mano; stringo la mano "ai protagonisti dei sogni" e osservo tutto da una macchina da presa.
E' ancora dietro di me 007, oscuro e brillante che cammina con le sue scarpe fredde, che a dicembre mi conducono a qui...alle mie certezze.
Sugli stipiti dell'ultimo dicembre cammino e guardo sotto, ci vedo una colonna di me che mi sorregge, perchè se cammino sui suoi stipiti sono i miei piedi ad avermici portata. Con tutto quello che ho e con tutto ciò che voglio  costruisco uno scivolo dal quale mi tuffo per affogare di nuovo nella vita:

EXTRAORDINARY

EXCITING

EMOTIONAL



March 17

Il tempo di un passo

Qualcuno mi ha spinto a scrivere oggi e oggi io mi sento l'anello debole di me stessa, l'anello umano di un meccanismo molecolare organico a cui si richiede il meglio e tutto. Sono l'indecisione di una presa di posizione, sono l'attimo di agitazione che sfarfalla i miei razionalizzare. sono il punto e virgola di un discorso complicato e l'accenno di vita di un momento decisivo.
Ho sognato e adesso sono stanca, rapita dalle briciole di incanto che mi colgono affamata. ho la faccia sul tappeto per avere il contatto con la terra, che mi manca, che mi grida di scendere un pò sulle cose terrene, per il tempo di un passo lasciando perdere la durata di un intero cammino. perchè volo tendendo al possibile, immaginandolo nel mio pensare costante e agitato, volo pensando "Tu....davvero"

February 16

Non so da cosa posso salvarti

Lo capisci quando non ti addormenti la notte, mal di testa ogni giorno e il tuo sogno ricorrente nel buio....
Una torta con gli smarties, una torta a pois per entrare nel mio nuovo capodanno....strimpella la chitarra per suonare le miei ansie quando felice penso a partire, all'anno che viene, dopo l'estate, dopo una sfida, dopo un ballo sulla scena. dove finisce questo ballo inizia quello che non so...

Così vorrei grattare la polvere secca e leccare l'aria che sa di asfalto bollente, poi annusare la foto di una giornata di nebbia per tracciare dei buchi respirandola...grattare le pieghe del mio cappello per scoprirci un accordo di musica calda come i riflessi del sole sui miei capelli....grattare tutte le superfici per nascondere sotto le unghie la fisicità dei momenti....grattare la plastica e capirne la chimica, grattare sul legno per pungermi di schegge e respingerle via come i noccioli di cigliegie....e così, fissare la punta estrema di una matita mangiucchiata per capire il potere di un atomo.
January 23

the dreamer

Una musica per sentire la sabbia sotto di me che abbraccia sottomessa le mie forme. per sentire quello che non sentirò mai più. ho un senso di me che inquieto fabbrica fumetti di luce onirica. immagino le mie parole grandi, vedo da un obiettivo quello che mi appare fuori fuoco e disegno la realtà per toccare con le dita la sua traccia.
Ho un tic sulla mia faccia che non si lava via, ho letto sopra un libro che la vita è solo mia. ho letto nel futuro che un pianto non mi serve, che da oggi fino a ieri ho già riempito le riserve.
January 18

Una reflex è per sempre

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foto by Pam_Violet [digital CANON EOS 5D]

January 11

Refresh

Refresh cerebrale con battito (sbattito) di ciglia.
frenata brusca.scende una goccia sul parabrezza.
sento gli odori della mia stanza dentro di me.fumo silenzioso trova una tana acida e labirintica color latte
 
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December 31

2006

Sto svuotando le tasche, sono piene piene, è ora di fare spazio. svuoto tutto perchè ho paura che ci siano dei buchi sul fondo che facciano cadere tutto il mio 2006 giù in basso.
A gennaio in ritorno da Madrid scrivevo: "Nei ricordi mancano manciate di ore alla memoria, si sono perse in sbandate tossiche o in bicchieri alcolici di Bombay, immersi in uno stomaco chimico costante." non è cambiato molto nel mio stomaco chimico, ma nel mio cervello astratto si.
A febbraio entro nella porta con scritto 21, sono nuova, sono carica, 10 febbraio, finito l'esame, negroni e sbandate; passo serate di follia in completa serenità, l'università è solo il sottofondo musicale della mia vita, ho appena fatto qualche spettacolo, ma ho già messo nell'armadio i costumi di scena; qualche volta si abbassa il mio volume, ma sono sempre sul palco...scopro me stessa.
Marzo riporta il volume più alto...la pausa universitaria è finita, le crisi di allontanamento dai miei amici sono un pò passate, i miei sabati sera non sono più preoccupanti. Aprile col sole in faccia, la vita si affronta dimenticandomi dei presupposti, feste, salone del mobile, settimane calde, festa in maschera, ho i capelli lunghissimi....sempre più rossi.
maggio, l'estate ce l'ho in tasca...sorellina abbiamo fatto un week end al mare, abbattute dalla pioggia. ritorno a celle e mi ricordo della vecchia luglio e di agosto che terminò tutto. poco dopo entrano nuove persone nella mia vita, alcune sarebbero entrate ufficialmente tra le mie braccia (vi voglio bene), ritorno per una sera davanti a un microfono. a maggio si pensa a questa gita....
questa gita è arrivata...una notte mio padre mi accompagna a Como, davanti all'università, ci mettiamo pochissimo, è ancora buio ed è fresco; comincia ad arrivare gente, poche facce conosciute....alla seconda fermata sale qualcuno che mi avrebbe condizionato i futuri 7 mesi....o qualcosa di+?(?)
berlino sei fredda, grande...sei grande...dormo poco, occhi stanchi....e siamo tornati qui, un lunedì tra i più strani dell'anno, tre persone convergono alla mia porta costringendomi a ridimensionare gli schemi. un dolore grandissimo, se ne va sulla sua punto rossa, i miei occhi sono rossi per le lacrime e lucidi come la carrozzeria della sua macchina che sfreccia dietro al curva....andrà lontana. Giugno ODI et AMO....diagrammi funzionali ribaltati, scompensi mentali....aspetto l'estate.
Luglio, concerto a Roma, il sole della capitale ci sorride torrido, mentre mangiamo sulla collina in fronte al colosseo due sposini giapponesi consacrano il loro giorno più bello, io consacro il concerto più bello! una foto con noi che beviamo champagne me lo stampa in testa. oggi è l'ultimo giorno dell'anno, ma noi italiani un capodanno l'abbiamo già vissuto, le strade sono state più deliranti di un ultimo, campioni del mondo...non c'è altro di cui parlare per tutta la stagione afosa, anche nelle discoteche di barcellona, i cori ci fanno sentire un pò a casa....acnhe se noi da casa ci volevamo stare lontane, lontane dai problemi che invece ci hanno seguito stellina: Spagna ODI et AMO, anche tu mi costringi a crescere....ricordo quella mattina su un pullman da sola, agitata, con l'ipod per sentirmi a mio agio....sono completamente sola, mai sentita così....ho paura. mi ricorderò di quella notte sulla spiaggia di san sebastian, fa freddo, la sabbia è umida, indossiamo all star e parliamo confidandoci, parliamo di quello di cui non abbiam mai parlato....ti voglio bene!
estate, fotografie, fotografie in mezzo ai prati, nella cascina sotto il sole che spacca i pensieri.
Quest'anno è stato bello fare l'amore, anche nei pomeriggi estivi avvolti in bagni di sudore...agosto...una sera caldissima seduti sui finestrini con le braccia appoggiate sul tetto della macchina, a parlare, le stelle non sono mai state più luminose, i miei occhi mai più felici...anche quella sera nel parcheggio, l'ultima sera prima che lui partisse, gli ho scritto la lettera più bella che io abbia mai scritto a una persona, senza aspettarmi nulla in cambio, quello che sentivo l'ho messo su carta. quella sera mi hai detto(tra le poche volte che me lo hai detto) "sei bellissima" fissandomi negli occhi.degli occhi da paradiso.
Sono cresciuta tanto, per accettare la realtà, la realtà mi ha fatto cambiare nuovamente gli schemi, sei stata brava pam, ho ricalcolato il tuo vissuto e hai riformulato le funzioni per vivere bene, per adattarti sempre. ho visto i sentimenti nudi, li ho capiti, ho compreso il senso di sentimenti che prima vedevo in veste diversa.
settembre, ottobre....una sciarpa si avvolge al collo e arriva l'inverno, un inverno difficile, a volte di lacrime infernali ma pieno di entusiasmo in tutto...dicembre, un mese che arrivato fino ad oggi sembra la conclusione ridicola di questa striscia di 365 giorni, ma lo è, il mio dicembre, stupido, ingannevole.con il suo 21 dicembre e con tutti gli altri giorni che mi hanno confusa. ma nei quali tutto sommato, mi sono sentita a calore di un presepe.dicembre ti voglio bene.
Potrei aggiungere mille cose...forse domani lo farò, ora è abbastanza da rileggere e farmi sorridere, mi guardo le mani battere sulla tastiera e mi sento bene, bene bene.e domani...come sarà?

L'immagine “http://tkfiles.storage.msn.com/x1pppQPzd7N2QxCBMBWFdAdYRhvlbxSW419V4R51gF9DNOLb1diBacLYwsuWkkHzCfkIpDbEC1rhDtaDRyPScIH61omIGrGytVe3ty1oeZPFZU” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
December 22

Non darò più confidenza ad una sigaretta

Oggi c'è un vuoto di parole, un vuoto che brilla di luci di Natale accecanti...ti scrivo una lettera, babbo natale, lo so che è tardi ma prima di oggi io ho pensato solo agli altri, ho pensato a come renderli felici facendomi trovare sotto il loro alberello con un pò di pam...ma forse non tutti chiedono un pò di pam per natale. Ho tagliato un filo invisibile per iniziare lo 07 da 0, anzi, forse devo mettere addirittura la retro. 10 febbraio, una sigaretta mi chiede il mio proposito per i 21 anni...le rispondo, lei sa cosa. non darò più confidenza a una sigaretta, perchè il mio proposito...è andato in fumo (scusate il gioco). forse non ha torto chi dice che cambiare aria aiuta a risolvere i problemi, io ho sempre creduto che partisse tutto da qui, invece devi partire tu per aggiustare tutte le cannucce che hai rotto, mentre succhiavi la vita.


foto by flickr

December 15

There was a table set out under a tree in front of the house and the March hare and the hatter were having a tea at it.mp3

Mattina di panna, il sole la scioglie, passa il sonno e mi scrosto della notte, dell'alcool, della musica assordante. sono stata assente, sono stata qui e vi ho visto. ora parlo un pò io, per dire quello che non ho avuto voglia di dire, o per non dire nulla.
C'è questa canzone nel mio respiro - There was a table set out under a tree in front of the house and the March hare and the hatter were having a tea at it.mp3 - e sto come in una mattina di aprile. c'è la condensa sulla finestra, il pomodoro pronto nella pentola per dopo, lo zucchero rovesciato sul tavolo e tutto per terra un caos felice e rotatorio che cammina sulle mie orbite cerebrali. vorrei farmi un autoritratto adesso. sono un pò gelosa, che qualcuno mi porti via tutto questo...ma è mio....


foto by flickr.com
December 02

Sole silensioso

Io, per un periodo indefinito sarò così, non risponderò, sarò sfuggente, sarò occupata vivendo attraverso lunghe pause, sarò serena trapassando pensieri in agitazione. sarò molecole di calma prima di un terremoto soffice e distruttivo. sarò quello che voglio essere, sarò un pixel fuxia aggrappato a microcip esistenziali, sarò lo sbalzo acustico di un silenzio, un acuto stridente.
sarò la via d'uscita, l'unico sostegno che conosco, dentro di me, sarò un sole silenzioso, ma pur sempre un sole...caldo.


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